Ecologia non è Ambientalismo: la responsabilità del Cristiano
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Ecologia non è Ambientalismo: la responsabilità del Cristiano

La conservazione del creato è un aspetto che non va confusa con la politica

Il problema energetico e la cura dell’ambiente sono argomenti molto dibattuti ai nostri giorni. Sappiamo tutti che quando si discute è facile infervorarsi e mescolare all’oggetto della discussione anche elementi esterni quali i nostri pregiudizi, gli interessi e la difesa delle nostre convinzioni. Ma un pericolo ancora maggiore risiede nel non capire bene in che ambito si stia dibattendo.

Una situazione di questo tipo è propria dei dibattiti circa la tutela dell’ambiente.

Il termine Ecologia viene spesso confuso con quello di Ambientalismo. In realtà sono due cose diverse e in comune hanno solo l’oggetto, ma affrontano l’argomento con due approcci completamente diversi.

Differenza tra Ecologia e Ambientalismo

L’Ecologia è una scienza che studia l’ambiente e quanto si verifica in esso, annotando variazioni, interazioni e effetti dovuti a determinate cause. Non propone di fatto alcuna soluzione ma svolge l’indispensabile compito di fornire gli strumenti per poter fare delle analisi e di conseguenza riequilibrare l’ambiente.

L’Ambientalismo è invece l’ambito di azione di gruppi impegnati che vedono negli effetti che emergono nella realtà e propongono soluzioni comportamentali tali da annullare questi effetti. L’ambientalista sostanzialmente non si pone i problemi che potrebbero derivare dalla modifica dei comportamenti nocivi per aspetti naturali, ma si impegna esclusivamente a eliminarli.

Emerge dunque una questione fondamentale, ovvero quella di stabilire la posizione dell’Uomo nell’ambiente naturale.

Esistono di fatto due tendenze opposte: una che vede l’Uomo padrone della Natura e quindi nella condizione di poter usarla e abusarne, l’altra che invece sostiene che in definitiva ad essere nociva per la Natura è proprio la presenza dell’Uomo. È evidente che né una né l’altra posizione porterebbero a soluzioni equilibrate. Provocatoriamente si potrebbe sintetizzare così: la prima cancellerebbe la Natura, la seconda cancellerebbe l’Uomo.

L’obiettivo più sensato è dunque quello di un utilizzo consapevole della Natura, ben sapendo che se non vogliamo o possiamo rinunciare a benefici e progresso, dobbiamo pagare un prezzo.

Si inserisce in questo contesto la responsabilità del Cristiano

Le Scritture ci danno una linea di comportamento già dalle loro prime pagine. Il racconto della creazione contenuto nella Genesi rende evidente che Dio ha consegnato la Natura all’Uomo. Risulta chiaro dall’invito a Adamo a dare il nome alle cose del creato. Per gli Ebrei imporre il nome è qualcosa di molto importante, e significa essere in qualche modo padrone di ciò a cui si dà il nome. Ma è altrettanto evidente che Dio specifichi che l’Uomo può soggiogare gli animali. Va però precisato che il verbo utilizzato, ovvero “soggiogare” non ha la valenza del “dominare”, ma letteralmente di “porre il giogo”, ovvero fare un’azione che porti beneficio al suo lavoro. Va da sé che lo strumento che porta beneficio vada conservato.

Il significato è dunque chiaro: all’Uomo è stata consegnata la Natura, ma l’Uomo può servirsene a suo beneficio, ma non abusarne.

Il Cristiano dunque è chiamato nei confronti della Natura ad un atteggiamento di conservazione, tenendo però presente che se non è sbagliato fare un calcolo costi-benefici, è anche doveroso salvaguardare tutti gli strumenti che il Buon Dio ci ha messo a disposizione.

A tutto ciò si aggiunge la responsabilità generazionale. Ogni generazione riceve questi doni che originariamente sono stati dati dal Signore, ma nella misura in cui le generazioni precedenti le hanno gestite.

I padri devono avere in mente che le risorse non devono essere esaurite a proprio esclusivo beneficio, ma devono essere tramandate il più possibile intatte ai figli.

L’impegno del Cristiano assume dunque una posizione di grande maturità che media tra chi vorrebbe “usare” la Natura, e chi vorrebbe invece “usare” l’Uomo.

La Politica

Esiste poi un versante che interagisce nelle discussioni e scalda gli animi. Spesso la questione ambientale viene strumentalizzata a fini politici.

A seconda dell’importanza che una parte politica attribuisce all’aspetto economico nella propria strategia, vengono cavalcate le posizioni ambientaliste oppure vengono avversate.

La scelta personale quindi circa l’adesione ad un determinato comportamento dovrebbe essere invece libero da commistioni ideologiche, ma unicamente mirate (almeno per noi cristiani) all’adempimento di quanto Dio ha inteso nella consegna del creato all’umanità.

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