Uncategorized
-
Una ricerca storica ci propone l’identità della emoroissa dei Vangeli
Un’analisi che segue il paradigma indiziario Se leggiamo uno degli articoli di Massimo Atzori, e nello specifico quello apparso in due numeri consecutivi (n° 1 e n° 2 del 2024) della Rivista Biblica (Associazione Biblica Italiana), edita da EDB, non possiamo che rimanere affascinati e incuriositi dal tentativo di identificare una delle più misteriose donne che i Vangeli ci presentano: l’emoroissa. La prima domanda che può affacciarsi alla mente è sicuramente: come è possibile, vista la quasi totale assenza di indicazioni? Eppure, applicando la tecnica del profiling si arriva a una ricostruzione molto credibile, e quindi accettabile nel novero di ipotesi attendibili. Una donna che i Vangeli lasciano anonima L’emoroissa…
-
L’importanza del Magistero
La Chiesa fondata da Gesù è depositaria del Messaggio di Dio Forse uno degli innumerevoli motivi per cui Gesù fondò la Sua Chiesa e la consegnò a Pietro e agli altri apostoli, persone comuni, umane e in quanto tali, fallaci, fu l’intenzione di insegnarci che dobbiamo avere fede in Lui. Spesso si assiste e si ascoltano elucubrazioni di “teologi fai da te” o “liberi pensatori” che allargano il pensiero a interpretazioni personali. E con essi si affacciano individui o anche gruppi, che approfittano di queste confusioni per affermare deduzioni che hanno poca attinenza con una conoscenza profonda delle Scritture. Sio dimentica troppo spesso che il vero “capo” della Chiesa è…
-
Alle radici della nostra Fede: storicità del martirio di Santo Stefano
La data in cui Stefano fu lapidato Gli Atti degli Apostoli narrano la vicenda del martirio di Santo Stefano, il primo dei martiri cristiani. Stefano, la cui origine era greca, era il primo dei sette diaconi che gli apostoli scelsero affinché si occupassero della mensa, ovvero delle cose pratiche che consistevano nell’organizzare il rito dell’Eucarestia, ma anche tutto ciò che riguardava la “logistica”, e quindi le preparazioni, le predisposizioni e l’organizzazione persino della domus ecclesia che doveva accogliere le celebrazioni. Come sappiamo i Cristiani si dovevano riunire spesso in clandestinità: il messaggio del Cristo, oltre che “scomodo” per l’annuncio dell’uguaglianza di tutti gli uomini e le donne dinnanzi a Dio,…
-
Chi erano i Maccabei?
La famiglia di eroi ancora oggi ricordati da Israele Sentiamo spesso parlare di Maccabei, termine che ricorre nelle Sacre Scritture, e che si riferisce a uomini sui quali sono stati scritti due libri canonici della Bibbia e altri due deuterocanonici, rispettivamente Primo e Secondo Libro dei Maccabei, e Terzo e Quarto Libro dei Maccabei. I Maccabei sono identificati in una famiglia di eroi storici di Israele, vissuti nel II secolo a.C., i quali organizzarono una vittoriosa rivolta contro il dominio siriaco, circa 100 anni prima della conquista romana. I Maccabei erano di origine asmonea, una stirpe di cui faceva parte per acquisizione, benché edomita, re Erode il Grande. Giuda il…
-
Il “fariseismo” ai nostri giorni
L’equivoco che persiste nei secoli Nel leggere il Vangelo e soffermandoci sui moniti che Gesù ha lanciato ai Farisei, tutti noi ci sentiamo migliori di loro. In realtà NON essere come i Farisei, non è una cosa “automatica”, ma implica e richiede un impegno concreto, fattivo e anche intellettuale. I Farisei erano convinti che bastasse rispettare le regole formali della religione, nonché essere “figli di Abramo”, per sentirsi “giusti”. Anzi, come a volte facciamo noi credenti praticanti, spesso disprezzavano chi si comportava diversamente, elevando sé stessi ad un livello etico maggiore e a una condizione di privilegio innanzi a Dio. In realtà Gesù, nel commentare la parabola del Fariseo che…
-
Isaia e la battaglia finale: sarà di Adamo contro se stesso
Interpretazione del profeta circa il “Giorno del Signore” Siamo abituati a intendere e attendere la battaglia finale fra il Bene e il male come una disputa “in armi”. Il profeta Isaia, però, ne dà un’interpretazione che il monaco di Bose e biblista, nonché docente in Antico Testamento, Alberto Mello, ci porge nel commento al capitolo 2 del libro biblico, all’interno della sua opera “Isaia. Introduzione, traduzione e commento”. Quello che spesso viene definito “Armageddon” ci sarà, ma consisterà anche e forse soprattutto in una battaglia dell’Uomo contro sé stesso. L’orgoglio e l’auto-esaltazione dell’uomo verranno bruscamente ridimensionati da quel momento di Verità che riporterà tutto alle giuste dimensioni. Il profeta cita…
-
L’Apocalisse, questa “sconosciuta”
L’ultimo e suggestivo libro del Nuovo Testamento Con l’Apocalisse di San Giovanni apostolo si chiude il Nuovo Testamento e con esso l’intera Rivelazione consegnata da Dio agli uomini. Si tratta dunque di un testo dall’enorme importanza, rilevante anche per il particolare linguaggio utilizzato, che è fortemente simbolico. Dobbiamo aggiungere che l’Apocalisse non è l’unico testo della Bibbia che sfrutta il medesimo genere letterario: abbiamo come esempio il Libro di Daniele. Relativamente al nome, il testo di Giovanni, scritto in Greco, riporta come antica consuetudine, il primo termine che si legge nell’opera, che è appunto Apocalisse, ovvero ἀποκάλυψις, che significa “Rivelazione”, o meglio ancora, per rendere completamente il significato del termine…
-
Bereshit barah Elohim …
Leggere la Bibbia in Ebraico «בְּרֵאשִׁ֖ית בָּרָ֣א אֱלֹהִ֑ים» (Bereshit barah Elohim, In principio Dio creò …), è la frase con cui inizia la Genesi, primo libro del Pentateuco e dunque dell’intera Bibbia. La lettura della Bibbia in Ebraico apre con più facilità la comprensione ai Sacri Testi. Non è solo una questione linguistica, ma un esercizio culturale che aiuta a penetrare nel significato delle Scritture. La cultura ebraica, e in particolare quella dei periodi di redazione dei testi, si discosta in modo evidente dal modo di pensare e di ragionare dell’epoca moderna, e richiede uno sforzo interpretativo particolare, che tenga debito conto di tradizioni e interazioni che non sono pedissequamente…
-
Le porte di Gerusalemme ai tempi di Gesù
Quelle attuali non sempre corrispondono alle antiche La città di Gerusalemme è considerata “città santa” da tutte e tre le religioni abramitiche, ma non ha mai avuto pace durante la sua lunga storia. La costruzione delle sue mura delineano i cambiamenti intercorsi attraverso i secoli, e attualmente possiamo visitare quella che è definita la “città vecchia” con tutti i suoi tesori religiosi, storici, archeologici e culturali. L’ingresso all’interno delle mura che ancora oggi circoscrivono questa zona, avviene attraversando delle “porte” che si aprono in punti strategici, e danno accesso ai vari quartieri in cui Gerusalemme è divisa. Anche la Bibbia cita le porte di Gerusalemme, ma esse non sempre coincidono…
-
La casa di Caifa: indicazioni fra possibilità e probabilità
Il luogo dove il Sinedrio processò Gesù Uno dei luoghi più importanti in cui si sviluppò l’epilogo della vita terrena di Gesù è certamente quello in cui i membri del Sinedrio riuscirono a trovare un pretesto per ottenere la condanna a morte da parte di Pilato. Ai tempi di Gesù, in Giudea, gli Ebrei non potevano mettere a morte un uomo semplicemente accusandolo, ma dovevano portarlo al fiduciario posto da Roma, in quel caso il Prefetto, e addossargli una colpa che contravvenisse le leggi romane. Il processo a Gesù si svolse dunque seguendo due binari: in primis riscontrare un comportamento blasfemo (che era la cosa che interessava maggiormente i Farisei),…




























