I nomi nella Bibbia: Isacco e l'ironia di Dio
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I nomi nella Bibbia: Isacco e l’ironia di Dio

Dio sottolinea i limiti umani nel comprendere la sua infinita grandezza

Se cerchiamo il significato di “ironia” sul dizionario Oxford Languages, ci appare in prima accezione la seguente definizione: «Alterazione spesso paradossale, allo scopo di sottolineare la realtà di un fatto mediante l’apparente dissimulazione della sua vera natura o entità: fare dell’i; i. bonaria, arguta; i. amara, crudele».

Dio ha spesso utilizzato l’ironia in risposta alla manifestazione dei limiti umani. Sia l’Antico che il Nuovo Testamento sono zeppi di esempi in questo senso. Uno fra i più significativi si individua nell’attribuzione del nome al figlio di Abramo e Sara: Isacco.

Quando Sara venne a conoscenza della promessa di partorire un figlio, si lascia andare ad una risata incredula e quasi provocatoria. In quel momento Sara aveva 90 anni e Abramo addirittura 100, e la rivelazione poteva essere intesa veramente come incredibile o ridicola.

Quando i due si rendono conto che tutto ciò si era effettivamente verificato, prendono atto di quanto sia imprevedibile e imperscrutabile la potenza di Dio. Viene loro suggerito quindi il nome da imporre al loro figlio: Isacco.

Questo nome deriva dall’ebraico יִצְחָק (Yitzchak), il cui significato è strettamente legato al verbo “ridere” (צָחַק).
Il significato è interpretato con varie sfumature, ad esempio “egli ride”, “egli riderà”, “egli possa ridere”, “risata”, o anche come “egli gioirà”.

Da una reazione incredula nacque quindi l’indicazione ferma della potenza del Creatore e della caducità delle suggestioni o delle certezze umane.

A noi il nome Isacco è arrivato attraverso le versioni latine (Isaac) e greca (Iσαάκ = Isaàk). Fu il padre di Esaù e Giacobbe. Nella Chiesa Cattolica viene festeggiato il 23 marzo nel calendario dei Santi.

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