Archeologia: Il Kathisma, la sosta di Maria verso Betlemme
Gerusalemme, ovviamente, e con lei tutta la Terra Santa, è una miniera di preziosi tesori archeologici e storici, che rievocano anche tradizioni più o meno antiche, ma che testimoniano circa un’epoca che, in relazione all’Incarnazione del Cristo, rappresenta la “Pienezza dei Tempi”.
Ci sono siti notissimi e frequentatissimi, ma essi rappresentano solo la punta di un iceberg immenso che risulta per la maggior parte di esso, sconosciuto.
Tra i luoghi che non sempre balzano alla ribalta della cronaca c’è il sito di Kathisma, che significa “luogo della sosta”, il quale ha un’attrattiva particolare a causa della tradizione che evoca.
Il Protovangelo di Giacomo, apocrifo del II secolo, narra che a circa 3 miglia da Gerusalemme, Giuseppe trovo una grotta nella quale, insieme a Maria Santissima, fece una pausa del suo viaggio. Il racconto testimonierebbe anche il grado avanzato della gravidanza della Santa Vergine, in quanto Giuseppe si sarebbe diretto alla ricerca di una levatrice.
Negli Scritti canonici questo luogo non è citato, ma la tradizione popolare ha proseguito a ritenerlo il punto di una sosta temporanea.
Teodosio, all’inizio del VI secolo scrisse: “C’è una pietra in un luogo a 3 miglia dalla citta di Gerusalemme che la mia Signora Maria benedisse quando scese dall’asino durante il suo viaggio a Betlemme e lì si sedette”. Lo stesso Teodosio attestò che la pietra fu tagliata e modellata , e quindi trasformata in un altare che all’epoca adornò il Sacro Sepolcro.
Precedentemente, e precisamente tra il 451 e il 458, la matrona Ikelia fece ergere un monastero. Una testimonianza del Pellegrino di Piacenza, che lo visitò nel 570, ci riferisce che la motivazione della visita al sito era stata cambiata: «La gente dice che la Santa Maria ebbe sete durante la fuga in Egitto e che quando si fermò lì l’acqua scaturì immediatamente da una roccia».
Il Kathisma si trova sulla strada principale che conduce da Gerusalemme a Betlemme, appena prima del bivio che conduce verso Har Homa. La chiesa ha forma ottagonale sulla falsariga del Tempio samaritano del Garizim. All’interno troviamo quattro cappelle con relative absidi.


