La generosità di Dio
Il Signore non si lascia vincere, specialmente in amore
Per avvicinarsi un poco alla comprensione della generosità di Dio, l’uomo ha bisogno di ricorrere a tutte le sue doti intellettuali e filosofiche.
Dio, e non parlo solo del Dio della Fede, ma anche di quello dei filosofi, ha caratteristiche inarrivabili e addirittura inimmaginabili dall’intelletto umano.
Se ben sappiamo chi è il Dio della Fede, che per noi cristiani è il Signore, Padre e creatore dell’universo, forse è bene spendere qualche parola sul dio della filosofia.
Il pensiero umano se cerca l’origine di tutto, è sempre arrivato a un’unica conclusione: l’universo non si è creato da solo e per caso. Se si escludono queste possibilità rimane solo una soluzione: la creazione è avvenuta attraverso un disegno intelligente.
Non solo San Tommaso con le cinque vie, ma numerosissimi filosofi hanno concluso che esiste un motore immobile o un “uno” parmenideo, o quant’altro, insomma un “qualcuno” (o qualcosa secondo gli scienziati deisti più rigidi), che abbia avviato l’evoluzione del creato. Questo sarebbe il dio della filosofia sul quale da secoli ragiona la scienza del pensiero.
Le caratteristiche del dio della filosofia possono benissimo essere sovrapposte a quelle del Dio della Fede. Uno, eterno, immutabile, onnipotente, onnisciente.
Entrambe queste declinazioni di dio ammettono dunque che si tratta di un’entità perfettissima e immutabile perché nulla può modificare in meglio ciò che è perfettissimo. Ma questo vuol dire anche che Dio possiede tutte le doti al massimo insuperabile della loro espressione, e con esse la capacità di amare e la generosità.
Se riflettiamo, dunque, possiamo sperare in un Dio misericordioso e giusto nel giudizio finale. Nel frattempo, su questa terra, Dio non può essere superato in alcuna delle sue caratteristiche. Vuol dire che ogni atto di nostra generosità ci verrà restituito centuplicato, sia su questa terra che nella prossima.
Abituiamoci dunque a “interpretare” Dio con le sue qualità di perfezione, senza attribuirgli paganamente degli aspetti caratteriali umani. Le Scritture lo confermano, e leggendole tenendo conto di ciò aiuta la loro comprensione. Dio è Dio!


