Concilio Vaticano II: apertura a una Fede consapevole
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Concilio Vaticano II: apertura a una Fede consapevole

Leggere i segni dei tempi

Tra i lasciti, tutti fondamentali, che Nostro Signore ci ha affidato c’è anche l’invito a leggere i segni dei tempi. Lo fece in risposta ad una provocatoria richiesta dei Farisei, i quali invocavano un segno prodigioso per credere: «Ma egli rispose loro: «Quando si fa sera, voi dite: “Bel tempo, perché il cielo rosseggia!” e al mattino: “Oggi tempesta, perché il cielo rosseggia cupo!”. L’aspetto del cielo lo sapete dunque discernere, e i segni dei tempi non riuscite a discernerli?» (Mt 16,2-4).

L’Umanità ha i tempi lunghi, e con essa la Chiesa intesa come istituzione. Ma, pur con i suddetti limiti, la comunità cristiana, guidata dal Magistero Cattolico, arriva a discernere e comprendere alcune tra le fondamentali indicazioni date dal Cristo.

È vero! Per troppo tempo la Chiesa si è affidata più alla suggestione dei riti che alla sostanza che essi devono trasmettere, ma con il cammino che ha portato al Concilio Vaticano II è stato compiuto un passo rilevante verso la comprensione del linguaggio di Dio col quale Gesù Cristo ci ha parlato.

Leggere i segni dei tempi significa anche scoprire nella dimensione naturale e nella crescita culturale e spirituale, le indicazioni profonde del kerygma che non si sono colte precedentemente per superficialità o ignoranza conoscitiva.

Col Concilio Vaticano II la Chiesa ci aiuta a fare un salto per liberarci di una concezione esoterica o magica della nostra Fede, che rischia di cadere facilmente nella superstizione, e quindi in una sorta celata di idolatria. Si entra nell’aspetto essoterico, ovvero quello della trasparenza del cuore, che è quello che piace a Dio.

I riti ritornano quindi a porgere l’interpretazione agli aspetti sostanziali e performanti dei Sacramenti, in una visione più vera e pura della nostra Fede. Le preghiere tornano ad essere quelle del cuore, le quali esprimono significati sostanziali, allontanandosi dalla formulazione ripetitiva e distratta, ma assumendo la pienezza della partecipazione.

I documenti del Concilio in realtà non costituiscono una “innovazione”, ma sono più che altro un richiamo alla coerenza e alla sostanza. Con essi cadono le ultime barriere che hanno impedito un approccio più attivo dei laici alla lettura delle Sacre Scritture, consegnando loro un grande dono ma anche una grande responsabilità che va gestita con estrema prudenza e umiltà.

Gli effetti del Concilio si manifestano lentamente, col tempo che il Signore concede singolarmente ad ogni seme di attecchire e crescere.

Col Concilio Vaticano II Madre Chiesa ha dimostrato una volta di più di sforzarsi a leggere ogni segno dei tempi e di anticiparli all’umanità intera. E di segni come questo la Storia ne è piena!

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