L’Apocalisse, questa “sconosciuta”
L’ultimo e suggestivo libro del Nuovo Testamento
Con l’Apocalisse di San Giovanni apostolo si chiude il Nuovo Testamento e con esso l’intera Rivelazione consegnata da Dio agli uomini.
Si tratta dunque di un testo dall’enorme importanza, rilevante anche per il particolare linguaggio utilizzato, che è fortemente simbolico. Dobbiamo aggiungere che l’Apocalisse non è l’unico testo della Bibbia che sfrutta il medesimo genere letterario: abbiamo come esempio il Libro di Daniele.
Relativamente al nome, il testo di Giovanni, scritto in Greco, riporta come antica consuetudine, il primo termine che si legge nell’opera, che è appunto Apocalisse, ovvero ἀποκάλυψις, che significa “Rivelazione”, o meglio ancora, per rendere completamente il significato del termine greco: “svelare” o “togliere il velo”.
Molti purtroppo associano il termine ad un evento ad un evento spaventoso, come esso è entrato nel gergo comune. L’Apocalisse è invece un libro di luminosa speranza e di incitamento all’impegno, scritto in un periodo difficile per la nascente Chiesa Cristiana. Fu scritto infatti quando Giovanni era prigioniero nell’isola di Patmos.
Leggere l’Apocalisse non è semplice, e richiede un continuo riferimento alle Scritture e alla Teologia, ma anche tenendo ben presente il genere letterario utilizzato e l’aspetto simbolico che imperversa in ogni versetto.
Giovanni scrive di aver avuto una visione della Gerusalemme Celeste e degli eventi che accompagneranno la venuta di Cristo per il Giudizio Universale. Il tutto si svolge in un ambito di solennità nel quale gli angeli saranno protagonisti nel cadenzare l’evoluzione delle cose.
Il numero sette, quello della completezza, si ripete continuamente e le immagini sono in molti casi molto forti. Emerge ovviamente la figura dell’Agnello, che è Gesù: l’unico che può sciogliere i sette sigilli che tengono chiuso il libro che contiene il progetto divino. All’apertura di ogni sigillo avvengono fatti di enorme suggestione: cavalieri e cavalli i cui colori e significati sono relativi a condizioni estreme, piaghe che colpiscono l’umanità e altri eventi straordinariamente fenomenali.
Abbiamo anche una descrizione della Gerusalemme Celeste, in cui i dati simbolici contribuiscono alla spiegazione della Storia. E non manca l’esposizione letteraria dell’ultima e definitiva battaglia che le forze del bene sosterranno, capitanate da San Michele Arcangelo.
L’inizio dell’opera si occupa delle Sette Chiese della Provincia Romana dell’Asia, che attraversano un momento di scoramento e difficoltà, anche dovuto alle persecuzioni e agli attacchi interni di alcune visioni ereticheggianti. Ma il numero (sette) ci fa pensare piuttosto ad un messaggio alla totalità delle Chiese.
L’Apocalisse va letta con fiducia e serenità, nella consapevolezza che si tratta di un messaggio relativo alla misericordia di Dio.


